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ilprogetto:criteri_e_pratiche
  • Stato: proposta di Luca Ferroni
  • Ultima revisione: Luca Ferroni 2012-11-10

Criteri e pratiche

I criteri e le pratiche descritte in questa pagina sono funzionali alla realizzazione del progetto beFair

DA RIVEDERE

Software Libero o software solidale

Il modello di sviluppo software scelto è il software libero:

  • è una realtà
  • avere chiaro il quadro generale e il fine (v. sezione 1 “Dossier Scuola”) e avere chiaro il percorso che deve essere diretto ad una meta, ma pratico (v. sezione 2 “Dossier Scuola”)
  • vantaggi pratici riscontrati
  • necessità di supporto per grandi strutture, supporto di secondo o terzo livello per poter diventare una realtà consolidata

Si fa eccezione su alcune limitazioni di utilizzo che verranno valutate caso per caso. L'esempio qui riportato nel titolo è di software solidale, la licenza copysol utilizzata da Euclides Mance per il progetto Solidarius. Prevede limitazioni di utilizzo per chi non fa economia solidale. Ci sentiamo di rispettare e anche eventualmente di promuovere questo confine etico perché l'apertura e il confronto e il rispetto della sensibilità di ciascuna persona sono al primo posto tra i valori di beFair.

Occupazione

  • Non manca il lavoro nel software libero, mancano persone specializzate
  • Spesso non manca il lavoro, ma mancano le persone con spirito di sacrificio. In questo progetto non deve essere per il lavoratore “tutto dovuto”, ma uno sforzo iniziale è richiesto
  • Chi fa volontariato (principalmente in questo caso chi partecipa attivamente alle reti del Software Libero e/o dell'Economia Solidale) dimostra una motivazione importante
  • Il lavoro deve essere un contributo alla società. Se un lavoro non serve è necessario organizzarsi nel modo più adeguato, tutelando chi ci lavora, per elminarlo.

Comunità

  • Strettamente legato ad occupazione perché funge da bacino da cui attingere e per questo devono essere dedicati spazi e strumenti per dare modo, a chi ci si dedica con maggiore motivazione, di esprimersi
  • La reputazione sviluppata in comunità è un importante criterio di selezione.
  • La comunità è collante della rete
  • Il suo ruolo è di promuovere in primis gli aspetti etici e conseguenti vantaggi. La causa è l'etica, il vantaggio una conseguenza, non il contrario
  • Nel centro cura uno spazio in cui fa attività sia di promozione, sia pratica. Ad esempio organizzazione di gare (contest) e propone in autonomia o in collaborazione con la parte professionale, corsi e convegni

Formazione

  • È fondamentale per l'occupazione (senza però incorrere il rischio di “dare le perle ai porci”)
  • Corsi avanzati per aziende specializzate e PA
  • Formazione costante interna.
  • È necessario un gruppo stabile per la formazione
  • La formazione deve essere come una ruota che gira sempre: seminari interni ed esterni, invito persone locali o remote, videoseminari, proiezione di video formativi (Google Tech Talk per i tecnici, ma non solo)

Rete

  • Cultura del fare rete
  • La struttura deve essere importante ed evidente per essere punto di riferimento cui i soggetti della rete si appoggiano, per valorizzarli ognuno nella propria specificità
  • Gruppo di rete in collaborazione con la comunità

Retribuzione equa

  • Limite di retribuzione da decidere ogni 3 anni. Non deve essere basso, ma limitato. Non può crescere all'infinito. Per una maggiore attinenza a questa linea guida, spingere sulla verifica del carico di lavoro e dell'efficacia a consuntivo invece che a preventivo
  • Volontariato come investimento/scommessa: la retribuzione a consuntivo consente per chi inizia a partecipare alla struttura di prendersi in carico task meno prioritari che hanno un valore. Se vengono realizzati con successo da parte di volontari in prima battuta, il valore economico realizzato sarà dato a consuntivo;
  • Inizialmente accumulo di impresa con obiettivo di riservarsi un materasso di 3 anni
  • Accantonamento per potenziare progetti su cui ci si basa, o altri progetti

Necessità di partire in grande e di tenere saldo il timone

  • Per realizzare quello che ci proponiamo è necessario partire in grande. Non lo possiamo fare con una struttura piccola
  • Quindi non bisogna avere paura. In questa prima fase soprattutto.
  • È necessario tenere ben saldo il timone alla partenza, valutando attentamente opportunità e rischi per evitare di essere in futuro “tutto e niente”. Maggiore è la trasparenza e la possibilità di commento che diamo alle nostre decisioni, migliore sarà il risultato e il miglioramento continuo
  • In particolar modo all'inizio sarà necessario sacrificarsi per portare avanti al meglio questo progetto. Non ci può essere un approccio “lo faccio quando mi avanza tempo”. Chi lo fa all'inizio lo fa e basta. Per chi è meno convinto o motivato ci sarà la possibilità di aggregarsi in un secondo momento con un rapporto diverso
ilprogetto/criteri_e_pratiche.txt · Last modified: 2014/10/28 12:28 (external edit)